Rapita sotto casa, giallo a Rivanazzano

RIVANAZZANO. Un vero giallo. Lia Scupelli, 48 anni, segretaria della Pro Loco di Rivanazzano, sparisce alle 7 di domenica mattina. La trovano alle 9.30, sotto choc, nel Tortonese. La donna racconta che due uomini mascherati l’hanno rapita sotto casa. Minacciandola con un coltello, prima l’hanno costretta a guidare fino a Varzi, poi l’hanno chiusa nel bagagliaio, chiedendo un riscatto di 150 mila euro con un sms al marito.

 L’unica cosa certa, in questo rapimento a scopo di estorsione dalla dinamica decisamente «anomala», è che la donna non ha subìto nessun tipo di violenza fisica (a parte le minacce) e che non è stato pagato alcun riscatto. Ecco la mattinata da incubo di Lia Scupelli, come l’ha ricostruita lei stessa in diversi interrogatori dei carabinieri di Rivanazzano, San Sebastiano Curone, Voghera e Tortona. La donna abita con il marito al civico 17 di via Gatti, nel centro di Rivanazzano. Lia Scupelli esce di casa domenica mattina, alle 7: a Rivanazzano è in corso la festa di San Martino, e la donna vuole assicurarsi che il montaggio delle bancarelle proceda senza intoppi. La Scupelli prende la sua Citroen C4 in garage, chiude il cancello del cortile interno e risale in auto. In quel momento sbucano dal nulla due individui, con il volto parzialmente coperto da una sciarpa. Rapidissimi, i due aprono le portiere posteriori della C4 e salgono. Uno dei due ha in mano un grosso coltello: con un marcato accento straniero (dell’est europeo, in base a quanto ha riferito la sequestrata), l’assalitore intima alla donna di mettere in moto e dirigersi verso Varzi.

Terrorizzata, non può fare altro che obbedire: vista l’ora, in giro non c’è quasi nessuno cui chiedere aiuto. Lia Scupelli guida fino a Varzi; poi svolta a destra verso Fabbrica Curone. In preda all’angoscia, cerca inutilmente di richiamare l’attenzione dei rari passanti: finchè i due rapitori se ne accorgono. Molto fuori dal paese, quando ormai l’auto è nel territorio della provincia di Alessandria, i due intimano perciò alla donna di fermarsi, la fanno scendere, la rinchiudono nel bagagliaio della Citroen e poi ripartono. La vittima del sequestro viene sballottata in questo modo per una ventina di km: poi l’auto si ferma e i due fanno scendere la loro vittima.§

Lia Scupelli non lo sa ancora ma si trova in una viuzza sterrata, laterale rispetto alla strada che porta a Forotondo, una frazione di Fabbrica Curone. Sono le 7.45, l’incubo per la donna è iniziato da tre quarti d’ora. I rapitori obbligano Lia Scupelli a spedire un sms al marito: un messaggio per chiedere all’uomo di preparare 150 mila euro, facendogli capire che poi sarebbe arrivato un altro sms per spiegargli come e dove portare il denaro. Poi il terzetto inizia a girovagare nei boschi della zona, probabilmente per far perdere l’orientamento alla vittima. Ad un certo punto, però, la Scupelli ha l’impressione che a perdersi siano stati soprattutto i suoi rapitori, sempre più nervosi per il fatto che non arriva la risposta del marito. I due attribuiscono la colpa al fatto che lassù il cellulare «non prende», e continuano a spostarsi in cerca di «campo»: non sanno che, in realtà, l’uomo dorme ancora (è domenica mattina) e non ha visto il messaggio. Alla fine i rapitori decidono di lasciar perdere: abbandonano la Scupelli nel bosco e se ne vanno.

La donna, passato il primo momento di smarrimento, cerca di uscire dalla vegetazione e cammina finchè trova una strada. Poco dopo passa un’auto: la Scupelli ferma il conducente per raccontare cosa le è successo e chiedere aiuto. L’uomo chiama i carabinieri di San Sebastiano Curone, che arrivano sul posto alle 9.30: dopo 2 ore e mezza di paura, l’incubo è finito. Mentre da Torino decolla l’elicottero dei carabinieri, i militari di San Sebastiano interrogano a lungo la vittima del sequestro per cercare di raccogliere quanti più elementi possibili utili alle indagini. Nello stesso tempo tutti gli uomini disponibili della compagnia di Tortona, agli ordini del capitano Giorgio Sanna, eseguono una maxi battuta sui monti di Fabbrica e San Sebastiano, per cercare l’auto e i rapitori. Lia Scupelli torna a casa alcune ore dopo, alle 15: in paese non si parla d’altro.

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