Nuovi dati sul 1.6 M-Jet Fiat

Fiat Bravo 1.6 M-JetIl nostro lettore Danjele ci invia alcune informazioni in più sulla Fiat Bravo dotata del nuovo motore 1.6 M-Jet, ordinabile dal 22/12 nei concessionari Fiat, con prezzi che partono da 18.530 € per la versione Active, per salire ai 20.030 € della versione Dynamic e ai 21.030 € della versione Emotion.

Il nuovo motore turbodiesel common-rail della casa di Torino è un quattro cilindri da 1.598 cc che vanta una potenza massima di 105 cavalli a 4.000 giri/minuto e una coppia massima di 290 Nm a 1.500 g/m.

Il dato di coppia massima è particolarmente interessante: i 1.6 TD delle principali rivali hanno una coppia massima attorno ai 250 Nm (intorno ai 1.800 giri), mentre il 1.9 JTD nella versione da 120 cavalli ha una coppia max di 255 Nm.

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Alfa Romeo Junior: le prime foto spia!

alfa junior spyshot

Dopo mesi di anticipazioni, bozzetti e fiumi d’inchiostro scritti sulla piccola Alfa Romeo che vedremo in marzo al Salone di Ginevra, arrivano le primissime foto spia della Junior, un’auto strategica per il Gruppo Fiat ed attesissima dagli appassionati di mezzo mondo.

Purtroppo le due immagini che vi mostriamo -oltre a far crescere l’attesa- aggiungono molto poco a quanto già sappiamo: il frontale è occultato completamente, a parte una frazione del paraurti anteriore non si vede nulla. Solo aguzzando la vista si può intuire la sagoma dello scudetto Alfa sotto il telo protettivo.

Poco più indicativa la seconda immagine (che trovate nel seguito), se non altro perchè abbiamo modo di vedere una discreta parte del paraurti posteriore ed i singolari scarichi ovali accoppiati. Non ci resta che attendere immagini migliori.

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Cambia colore all’auto con uno switch

nissan_350z.jpgCerto che questi giapponesi se ne inventano una al minuto eh? Stavolta tocca alla Nissan dare sfogo al proprio ego creativo, andando ad anticipare una rivoluzione nell’estetica delle proprie autovetture.

La trovata è quella di dare la possibilità all’automobilista di cambiare il colore della vettura secondo i suoi gusti… in tempo reale, tramite un manettino. Fantascienza? Non proprio…

Sembra che questo tipo di vernice paramagnetica sia realizzata con speciali polimeri simili a quelli che esistono nell’ossido di Ferro. A seconda dell’intensità di elettricità che passa attraverso, i cristalli variano il loro colore. Ovviamente, se si riuscisse ad applicare tutto ciò su una vettura, per cambiare colore l’auto deve essere accesa.

Bah… io non oso immaginare un automobilista che và a rigare una macchina del genere. Ancora peggio, non oso immaginare la faccia del carrozziere quando l’automobilista gli chiederà: “Ma lei, ce l’ha la vernice paramagnetica?”

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Rapita sotto casa, giallo a Rivanazzano

RIVANAZZANO. Un vero giallo. Lia Scupelli, 48 anni, segretaria della Pro Loco di Rivanazzano, sparisce alle 7 di domenica mattina. La trovano alle 9.30, sotto choc, nel Tortonese. La donna racconta che due uomini mascherati l’hanno rapita sotto casa. Minacciandola con un coltello, prima l’hanno costretta a guidare fino a Varzi, poi l’hanno chiusa nel bagagliaio, chiedendo un riscatto di 150 mila euro con un sms al marito.

 L’unica cosa certa, in questo rapimento a scopo di estorsione dalla dinamica decisamente «anomala», è che la donna non ha subìto nessun tipo di violenza fisica (a parte le minacce) e che non è stato pagato alcun riscatto. Ecco la mattinata da incubo di Lia Scupelli, come l’ha ricostruita lei stessa in diversi interrogatori dei carabinieri di Rivanazzano, San Sebastiano Curone, Voghera e Tortona. La donna abita con il marito al civico 17 di via Gatti, nel centro di Rivanazzano. Lia Scupelli esce di casa domenica mattina, alle 7: a Rivanazzano è in corso la festa di San Martino, e la donna vuole assicurarsi che il montaggio delle bancarelle proceda senza intoppi. La Scupelli prende la sua Citroen C4 in garage, chiude il cancello del cortile interno e risale in auto. In quel momento sbucano dal nulla due individui, con il volto parzialmente coperto da una sciarpa. Rapidissimi, i due aprono le portiere posteriori della C4 e salgono. Uno dei due ha in mano un grosso coltello: con un marcato accento straniero (dell’est europeo, in base a quanto ha riferito la sequestrata), l’assalitore intima alla donna di mettere in moto e dirigersi verso Varzi.

Terrorizzata, non può fare altro che obbedire: vista l’ora, in giro non c’è quasi nessuno cui chiedere aiuto. Lia Scupelli guida fino a Varzi; poi svolta a destra verso Fabbrica Curone. In preda all’angoscia, cerca inutilmente di richiamare l’attenzione dei rari passanti: finchè i due rapitori se ne accorgono. Molto fuori dal paese, quando ormai l’auto è nel territorio della provincia di Alessandria, i due intimano perciò alla donna di fermarsi, la fanno scendere, la rinchiudono nel bagagliaio della Citroen e poi ripartono. La vittima del sequestro viene sballottata in questo modo per una ventina di km: poi l’auto si ferma e i due fanno scendere la loro vittima.§

Lia Scupelli non lo sa ancora ma si trova in una viuzza sterrata, laterale rispetto alla strada che porta a Forotondo, una frazione di Fabbrica Curone. Sono le 7.45, l’incubo per la donna è iniziato da tre quarti d’ora. I rapitori obbligano Lia Scupelli a spedire un sms al marito: un messaggio per chiedere all’uomo di preparare 150 mila euro, facendogli capire che poi sarebbe arrivato un altro sms per spiegargli come e dove portare il denaro. Poi il terzetto inizia a girovagare nei boschi della zona, probabilmente per far perdere l’orientamento alla vittima. Ad un certo punto, però, la Scupelli ha l’impressione che a perdersi siano stati soprattutto i suoi rapitori, sempre più nervosi per il fatto che non arriva la risposta del marito. I due attribuiscono la colpa al fatto che lassù il cellulare «non prende», e continuano a spostarsi in cerca di «campo»: non sanno che, in realtà, l’uomo dorme ancora (è domenica mattina) e non ha visto il messaggio. Alla fine i rapitori decidono di lasciar perdere: abbandonano la Scupelli nel bosco e se ne vanno.

La donna, passato il primo momento di smarrimento, cerca di uscire dalla vegetazione e cammina finchè trova una strada. Poco dopo passa un’auto: la Scupelli ferma il conducente per raccontare cosa le è successo e chiedere aiuto. L’uomo chiama i carabinieri di San Sebastiano Curone, che arrivano sul posto alle 9.30: dopo 2 ore e mezza di paura, l’incubo è finito. Mentre da Torino decolla l’elicottero dei carabinieri, i militari di San Sebastiano interrogano a lungo la vittima del sequestro per cercare di raccogliere quanti più elementi possibili utili alle indagini. Nello stesso tempo tutti gli uomini disponibili della compagnia di Tortona, agli ordini del capitano Giorgio Sanna, eseguono una maxi battuta sui monti di Fabbrica e San Sebastiano, per cercare l’auto e i rapitori. Lia Scupelli torna a casa alcune ore dopo, alle 15: in paese non si parla d’altro.

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Auto e moto al posto del cantiere

Entro pochi giorni la città potrà riappropriarsi della parte superiore dei giardini Vittorio Veneto, davanti all’autoscuola. Oltre alla riapertura al traffico nei due sensi e al ripristino del collegamento con via Bixio, sarà ricavato un posteggio per 15 auto (come zona blu a pagamento) e 40 moto.

E’ stata infatti ultimata la “tranche” dei lavori per la costruzione del canale scolmatore del torrente San Romolo che interessava la zona, già interamente riasfaltata. Per la fine della settimana l’impresa appaltatrice provvederà dunque a rimuovere la recinzione di cantiere, mentre il Comune traccerà la nuova segnaletica. «Per lunedì prossimo tutto dovrebbe essere pronto», conferma l’assessore alla viabilità Roberto Parsi (Sanremo Indipendente).

Chi arriva da via Bixio o scende da corso Mombello potrà dunque tornare a raggiungere direttamente i giardini Vittorio Veneto e il lungomare senza allungare il percorso fino al porto e a corso Nazario Sauro. La carreggiata di via Bixio, all’altezza dell’incrocio con corso Mombello, sarà liberata nella parte a valle e chiusa in quella a monte (dove si transita adesso), inglobata nel cantiere che attualmente occupa la parte di levante di corso Mombello, davanti alla Banca Carige.

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Ecco l’auto per i musulmani: una minimoschea su 4 ruote

A volte con un’auto normale, si sa, non è cosa. Specialmente nelle città infedeli. Sono le quattro del mattino e l’ora della prima preghiera quotidiana s’avvicina. Voi siete soli, musulmani in terra straniera, prigionieri dei condomini senza punti cardinali della periferia milanese, magari con un po’ di nebbia e qualche ombra mezza nuda, signorina o chissà, a fissarvi. Il vostro navigatore può accompagnarvi al Duomo, ma alla parola Mecca lampeggia che sembra il frignio d’un bimbo sperduto. Potreste scendere e chiedere da che parte girarvi. Ma se anche avete fortuna e vi danno l’indicazione giusta, un tappeto da preghiera dove lo trovate? Dovete arrangiarvi con quelli gommati della vostra utilitaria infedele, inginocchiarvi e rendere lode al Signore.

Adesso la soluzione a questi problemi c’è. Si chiama «auto islamica», porta il marchio della Proton, la fabbrica automobilistica simbolo della Malesia a quattro ruote e verrà sfornata da tre linee di produzione pronte a entrar in funzione in Turchia, Iran e Malesia. Avrà quel che tutti i musulmani sognano. Al posto dell’inutile navigatore capace di portarti al Duomo di Milano o al ponte dei Frati neri di Londra avrà una sobria, ma efficiente bussola in grado d’indicare sempre la direzione giusta per la Mecca.

E con le abluzioni come la mettiamo? Il visionario signor Syed Zainal Abidin Syed Mohammed, direttore di gestione alla Proton e appassionato promotore del progetto, non lo dice, ma noi lo immaginiamo. I comodi spruzzini orientabili dei tergicristalli risolveranno comodamente anche il lavaggio di mani, piedi e volto.

Quanto al tappeto da preghiera, basterà infilarne uno sotto quelli di gomma, una robetta semplice, ma capace di garantire un ricametto dignitoso anche al più austero dei fedeli. Il signor Syed già annuncia invece che negli scomparti riservati in Occidente a libretto di circolazione, foglio complementare e dichiarazione amichevole ci sarà spazio per una o più copie del Corano. Magari non potrete leggerlo mentre guidate, ma vi garantirà una benedizione se incapperete in un autovelox.

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CASTEL SAN PIETRO – Fuoriuscita del gas dopo scontro tra due auto

CASTEL SAN PIETRO – Incidente senza conseguenze fisiche in via Viara a Castel San Pietro. Erano circa le 10.30 quando due auto, una Ford ed una Panda, si sono scontrate finendo contro una colonnina del gas, provocando una fuoriuscita.

 

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Imola che hanno provveduto a tamponare la perdita in collaborazione con il personale di Hera che ha intercettato la valvola di chiusura. Il problema si è concluso in circa un’ora.

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